skip to Main Content

alimentazione sportiva

Negli ultimi anni, sempre di più, si sta delineando ed affermando l’esistenza di un forte legame fra salute, alimentazione e forma fisica. Su questa base l’OMS e molti Stati, fra cui l’Italia, hanno elaborato delle linee guida ed individuato dei fabbisogni di attività fisica.

Chiunque faccia attività fisica, dal jogging del fine settimana allo sportivo amatoriale o professionista, deve essere consapevole che nessun alimento, di per se, è in grado da solo di esaltare le prestazioni o di farci vincere una gara, mentre ne esistono molti che sono in grado di farcela perdere.

Tenendo in considerazione questo assunto, appare chiaro che il compito del nutrizionista sportivo è di individuare non solo gli alimenti giusti per supportare l’attività fisica, ma anche le modalità e le tempistiche di assunzione per trarre tutti i benefici possibili dall’alimentazione.

Solo se tutto l’organismo, in particolare l’apparato muscolare, è ben fornito di tutto ciò che necessita per svolgere l’attività siamo in grado di massimizzare le nostre potenzialità. Il muscolo è una macchina perfetta ma molto complessa. Necessita del giusto equilibrio fra nutrienti, energia, antiossidanti e vitamine per funzionare al meglio.

L’alimentazione per lo sportivo

In una stagione sportiva un atleta professionista è chiamato a sostenere un grande carico di lavoro. Cinque o sei giorni di allenamento ed almeno una partita alla settimana. Dopo ogni prestazione l’atleta ha necessità di ripristinare energia, proteine, sali minerali, nutrienti ed acqua. Solo così potrà recuperare correttamente. Solo così potrà essere nelle condizioni di affrontare nel migliore dei modi la successiva prestazione.

Anche lo sportivo amatoriale o dilettantistico sostiene uno sforzo notevole al pari del professionista. Generalmente questo tipo di atleta non è più giovanissimo (spesso over 35) e spesso svolge l’attività fisica nei ritagli di tempo, in momenti normalmente destinati ad altre attività, come la pausa pranzo ad esempio. Rientrare al lavoro dopo un’intensa seduta di allenamento non sempre è agevole!

Appare quindi chiaro che per definire la dieta sportiva idonea per ciascuno è indispensabile conoscere innanzitutto la tipologia di atleta (dilettante, agonista amatoriale, agonista professionista, etc.), la disciplina che pratica e quando. Inoltre è indispensabile conoscere i carichi di lavoro e l’obiettivo che si pone l’atleta: diminuzione di massa grassa, riequilibrio dello stato di idratazione, aumento di massa magra, mantenimento dello status, prolungamento del picco di massima forma, etc.

Per raggiungere questo scopo devo:

  • conoscere tutti i meccanismi biochimici, metabolici e fisiologici della digestione e dell’assorbimento, e gli effetti che hanno sull’atleta sottoposto a diversi carichi di lavoro;
  • valutare la composizione corporea (impedenziometria e plicometria) e verificare se corrisponde alle caratteristiche individuate in letteratura per il ruolo e lo sport praticato;
  • definire i fabbisogni energetici ed il corretto equilibrio fra nutrienti in base alla tipologia di atleta, al ruolo ed allo sport praticato;
  • verificare, mediante diario alimentare, se le abitudini alimentari dell’atleta permettono il raggiungimento dei fabbisogni individuati per il mantenimento dello stato di salute e per massimizzare la performance;
  • fornire le giuste conoscenze in materia di abitudini alimentari e di scelta degli alimenti per garantire consapevolezza nelle scelte alimentari in tutte le attività della vita;
  • individuare il corretto timing (distribuzione dei pasti, dell’energia e dei nutrienti) nel corso della giornata, tenendo conto degli orari di allenamento e/o della gara perché è in base a questi dati che posso formulare schemi alimentari diversi.
Back To Top